PROPOSTA DI PROGETTO

OFFICINA SOCIALE E CENTRO DI AGGREGAZIONE

In piazzale Sicilia nel lato sud della viabilità di fronte all’istituto scolastico IPSIA è presente un parco pubblico, dotato di un portico con sette ampie arcate ricolte verso il parco.

Una arcata centrale funge da accesso alla viabilità pedonale del parco,  gli spazi sono ampi ma attualmente abbandonati .
L’abbandono di questi spazi rende purtroppo il luogo attrattivo per situazioni di spaccio e di degrado. Spesso il comune è costretto a chiedere agli operatori Iren la sanificazione di quanto abbandonato.
Spesso il corpo carabinieri presidia le entrate delle scuole con cani antidroga per prevenire lo spaccio sia all’esterno che all’interno.
In piazzale Sicilia nel febbraio 2019 è stato arrestato un giovane spacciatore e sempre a marzo 2019 una babygang ha minacciato con un arma un gruppo di spagnoli. Nel 2017 una ragazza è stata aggredita in via Doberdò.
Gli spazi ampi e luminosi di questo portico fanno pensare alla loro trasformazione in una Community Hub a favore delle cittadinanza ma in particolare anche degli studenti che gravitano nel comprensorio tra via Toscana e P.le Sicilia: ITIS, IPSIA, GIORDANI.
Per prima (entro lo spazio di tre arcate) un’officina sociale, laboratorio aperto a cittadini di tutte le età con l’esigenza di riparare un oggetto, o di proporre un laboratorio, luogo allestito con apparecchiature a norma per riparazioni di varia natura.
In questo luogo personale specializzato potrà offrire anche microservizi rivolti agli abitanti della città e in particolare il quartiere di via Toscana in riferimento a questo ci siamo ispirati ad una realtà viva e radicata in Francia, “Luludansmarue”un modo per rispondere alle esigenze dei cittadini: da un lato la necessità di aiuto in azioni quotidiane (riparazioni,spesa, ecc.) dall’altro la necessità di guadagnare qualcosa in un periodo di crisi e contrazione di risorse.
La regolamentazione degli spazi e delle attrezzature sarà gestita da personale del centro del riuso ALTROGIRO, che dispone delle competenze tecniche per le riparazioni e manutenzioni.
In contemporanea sul lato opposto, le altre tre arcate del portico, uno spazio di condivisione scolastica, di studio e relax; la possibilità di usufruire dello spazio per iniziative formative, dove chi ha il know how delle cose lo insegna agli altri, nella direzione dell’economia circolare e del welfare integrato.
L’aspetto formativo appare fondamentale per alcune categorie di persone, come, per esempio i richiedenti asilo che attualmente le loro possibilità si sono fortemente ridotte.
Disporre di uno spazio sociale atto a generare integrazione è di estrema importanza, al fine di ridurre possibili effetti di marginalizzazione dettati dalla mancanza di accesso alle risorse sociali, economiche.
Mettere a disposizione un’area interattiva munita di connessione internet dove gli studenti delle scuole, nelle ore diurne/pomeridiane/prime ore serali possono continuare gli studi tra pause e/o ore “buche” rientri pomeridiani in uno spazio protetto, riscaldato e con servizi di sportello per qualsiasi informazione.
Lo spazio verrà presidiato nelle ore diurne, pomeridiane e prime ore serali da un nostro addetto/dipendente preparato e formato.
Mantenendo libero il passaggio pedonale si sfruttano perfettamente gli spazi dei due lati del portico. La chiusura delle arcate con ampie e belle vetrate, con buone caratteristiche termoisolanti, consentirà di mantenere la gradevole luminosità . Si studierà anche un eventuale sistema frangisole dato l’orientamento degli ambienti.
Per evitare ogni spreco si penserà a sistemi di riscaldamento e raffrescamento integrati con il fotovoltaico. Ci sarà un’unica dotazione di servizi igienici pubblici fruibili da entrambe le strutture.

OBIETTIVI

Sostenere l’inserimento formativo e/o lavorativo di studenti, disoccupati, rifugiati e richiedenti asilo, senza fissa dimora e altri soggetti fragili, ognuno di loro ha la necessità di acquisire competenze sociali e culturali da spendere nel nuovo contesto, a fronte di un’ingente riduzione dell’offerta prefettizia di servizi dedicati all’integrazione della persona; i rifugiati necessitano di spazi di transizione verso l’acquisizione di una vera e propria autonomia, una volta conclusi i progetti di accoglienza; gli studenti hanno bisogno di un luogo in cui è possibile un buon investimento identitario lontano da pratiche degradanti; tutto questo attraverso un modello innovativo di accompagnamento nel processo di integrazione nel mondo del lavoro: attivazione di microservizi per il quartiere e per la città.

Creare supporto, presidio e informazione al quartiere e al territorio di Parma per lo sviluppo di reti di collaborazione e co-working, per l’incremento della cittadinanza attiva, prevenzione del disagio e dell’emarginazione.
Offrire al territorio un luogo di ascolto e scambio tra realtà locali, in particolare alle associazioni di volontariato e di promozione sociale che spesso necessitano di uno spazio fisico in cui esprimersi e proporre il loro contributo.
Supporto alle famiglie degli studenti e non solo. Un luogo dove si possa promuovere e sviluppare attività di informazione e sensibilizzazione. Creare iniziative rivolte al quartiere e più in generale alla città di Parma.
Mappatura del territorio e dell’ascolto si proporranno attività di servizio rivolte al quartiere e ai loro abitanti, attraverso professionalità e competenze di quelle persone che ad oggi sono un patrimonio della città, artigiani falegnami, tappezzieri, elettricisti, piccoli meccanici, verniciatori e pittori
in pensione ma ben disposti a mettere a disposizione le loro esperienze grazie ai progetti legati all’inserimento e alla promozione dei vecchi mestieri
ormai in via di estinzione, il luogo potrebbe rappresentare per loro uno spazio di transizione in un momento delicato della vita in cui è necessario riformulare la propria identità.